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Una
delle prime “missioni” del Gruppo Archeologico
Calatino è stata l'attenzione per le attività
che, decenni addietro, si svolgevano nei vicoli della nostra
Città e nelle radiose campagne della nostra Terra. Ne
parliamo senza rimpianti e malinconia, ma in nome del
rispetto dovuto a questi mestieri che ci aiutano ad
apprezzare quanto prodotto dalla sola forza dell'uomo, con il
fuoco, l'acqua, la legna, le pelli, il ferro ed un bagaglio
infinito d'esperienza. Le giovani generazioni hanno il
diritto di conoscere ciò che è stato il nostro
tessuto economico, imparando ad apprezzarlo, riconoscendo in
esso le radici della nostra stessa cultura. A noi
quaranta/cinquantenni spetta il dovere di fare da
generazione-ponte tra quei pochi artigiani desiderosi di
trasmettere l'emozione che si prova nel lavoro artigiano,
sperando che in qualcuno di loro possa attecchire un seme che
porti a fare di un antico mestiere il proprio avvenire. Ci
auguriamo di trovare energie e sostegno necessari per far si
che si aprano le porte ad un laboratorio didattico
permanente, teso a riproporre i mestieri del cestaio, del
sediaio, del ramaio e la produzione della riggiola
maddalonese, che racchiudono tutt'oggi nicchie di mercato
interessanti e quindi opportunità di lavoro. Un grazie
commosso va a chi, nel 1976, ha dato inizio a questa
missione, in particolare a coloro di cui conserviamo solo il
ricordo, e ai tanti che in tutti questi anni, avendo fiducia
in noi, si sono privati di intimi ricordi, rendendo possibile
la realizzazione di questa esposizione permanente. Grazie a
tutti coloro che, apprezzando il nostro lavoro, ci
incoraggiano, e a coloro che riusciranno ad arricchire il
Museo con altri reperti. Un particolare ringraziamento va
rivolto alla famiglia Martone, alla cui sensibilità si
deve la riapertura dell'esposizione nei locali che, fino
a qualche mese fa, sono stati teatro dell'instancabile lavoro
del cestaio, più artista che artigiano, nostro grande
amico, Pasquale Martone.
Riteniamo
pertanto doveroso ringraziare: - Eleonora Martone,
Guiseppe Mazzara e i figli; - Maria Luisa Martone; ed
il gruppo di lavoro costituito da: - Pietro Carfora; -
Ciro Marino; - Michele Campolattano; - Gaetano; -
Antonio; - Stefano; - Michela Vinciguerra; - Carlo
Scalera; - Antonio Tedesco; - Salvatore Russo; -
Clementina Ianniello; - Salvatore Esposito;
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