carzularo



La realizzazione di una scarpa


Tutto comincia con il rilevare la misura del piede. L'operazione si effettua con un cartoncino che viene collocato sotto l'estremità del cliente: su di essa l'artigiano disegna la forma dell'arto. Poi prende la misura della pianta, misurando il contorno del piede in corrispondenza della piegatura delle dita e , per le scarpe alte, la misura del collo del piede.

Il nostro indossa quindi il grembiule di pelle e si accomoda davanti al desco con una sedia rigorosamente bassa in modo, una volta seduto, da mantenere le gambe piegate ad angolo retto: sarà necessario infatti avere la parte superiore delle gambe parallele al pavimento, per compiere le diverse operazioni.

Il calzolaio prende ora la pelle conciata , adatta al genere di calzatura commissionatagli, poi la stende su una tavoletta detta "tagliere" e la incide con il trincetto, strumento da taglio con la lama a mezzaluna : viene così ottenuta la "tomaia". Successivamente , con l'ausilio di un vetro tagliente, la tomaia viene assottigliata nei punti che dovranno corrispondere al collo del piede : questa fase è detta "scarnitura". Completata l'operazione, la tomaia viene posta a bagnomaria in una soluzione ottenuta facendo bollire per un quarto d'ora acqua con crusca di segala.

E' la volta , adesso, della "arcuatura" che fa assumere alla tomaia la forma del piede: si dispone la tomaia su una forma speciale e , con pinze e tenaglie , se ne tirano i bordi e gli angoli per fissarli alla forma. Si tratta insomma di una stiratura che richiede anche l'uso energico e abile delle mani. Va da sé che l'arcuatura è superflua quando la tomaia è composta da più pezzi : essi , infatti , sono tagliati in modo che , una volta cuciti, assumano facilmente la forma del piede. E' il momento, a questo punto, di mettere la tomaia ad asciugare. Nel frattempo si provvederà a tagliare le fodere e preparare il "toppone" o "contrafforte" che verrà posto dietro il calcagno , tra fodera e tomaia, allo scopo di aumentare la tenuta della scarpa e di evitare i rischi di deformazione. Il toppone , dunque, viene battuto col martello allo scopo di rassodare il cuoio , l'operazione viene eseguita sul treppiede o su un'altra forma metallica che il calzolaio tiene sulle ginocchia . Il toppone, così trattato , viene assottigliato ai bordi e poi unito alla tomaia con apposite cuciture. Ed eccoci alla preparazione di suole e sottosuole: il calzolaio prende un pezzo di cuoio dello spessore adatto, lo bagna, lo batte col martello, lo colloca sulla forma capovolta, gli assesta qualche altra martellata, lo blocca con due chiodini e , finalmente, lo taglia e lo modella con il trincetto, seguendo con la massima precisione l'andamento della pianta del piede.

Ormai tutto è pronto per l'assemblaggio . Sulla forma viene posta la tomaia, adeguatamente tirata con le pinze e fermata con due chiodini, la si cuce al sottopiede ed eventualmente al "tramezzo" ( striscia di cuoio che passa lateralmente per tutto il contorno della scarpa, in corrispondenza della suola) che ha funzione puramente estetica per le scarpe dette "a fondo aperto" , cioè con le suole più larghe della tomaia. Ora è la volta della "stecca metallica", che viene applicata tra il sottopiede e la suola sotto l'arcuazione del piede, con lo scopo di aumentare la resistenza della scarpa in un punto in cui essa è destinata a forti sollecitazioni. Non resta ora che mettere suole e tacchi: il calzolaio taglia finalmente la suola, la lascia un po’ nell'acqua e la batte violentemente col martello per addensare il cuoio e renderlo più resistente. Così trattata la suola è pronta per essere applicata sulla forma , in esatta corrispondenza col sottopiede. I tre componenti , ossia suola, anima e sottopiede devono diventare tutt'uno : fra essi viene posta la colla (magari preparata dal calzolaio stesso , cuocendo in acqua , amido e farina di grano). Intanto , in corrispondenza del bordo esterno, viene praticata col trincetto una piccola scanalatura tale da contenere lo spago della cucitura: lo spago sarà in tal modo protetto e durerà più a lungo. La scanalatura servirà anche da giuda per la cucitura.

La fase successiva è dedicata alla realizzazione del tacco. Si preparano, perciò, pezzi di cuoio di misura leggermente più grande del contorno del calcagno, essi vengono sovrapposti, inchiodandoli l'uno all'altro con speciali chiodini di legno senza testa, mentre l'ultimo pezzo di cuoio viene fissato con chiodini normali. Il tutto si conclude con la realizzazione dei fori per le stringhe con gli appositi occhielli metallici.


Proverbi e modi di dire legati alla scarpa e al calzolaio:


  • ogni scarpa diventa scarpone;

  • scarpa che calza a meraviglia;

  • faccia 'e 'mpigna (faccia di tomaia, dal francese empeigne);

  • quanno nun sapite fa 'e scarpe nun sfuttite e semmenzelle;

  • e pariente so comm 'e stival : chiù so stritt e chiù te fann male.

Il Ciabattino:


Amici miei dovete sapere che tanti, forse tutti, ragioniamo qualche volta con i piedi e tocca a me evitare che la situazione peggiori. Quando viene qualcuno faccio in modo che abbia calzature comode così, quando li incontrate, vi accorgerete dai loro ragionamenti che la situazione è migliorata…insomma, se trovate persone che ragionano è “pecché tenen 'e scarp fatte bon!!!”.


Scarpa: dal germanico skarpa, che vuol dire coprire.


-Carzular: confeziona scarpe su misura del modello più gradito alla clientela ed effettua ogni tipo di riparazione;

-Solachianiell: specializzato solo nella riparazione di suole e tacchi;

-Scarparo: millantatore che si reputava capace di effettuare qualsiasi tipo di riparazione, e che in realtà spesso assestava il colpo di grazia alle calzature del malcapitato cliente;

-Pulezzastivali e allargascarpe.


Le quattro parti della scarpa:

-tomaia : di cuoio , pelle o stoffa , che ricopre il piede;

-quartieri: stesso materiale della tomaia che ricoprono il calcagno;

-le due suole su cui poggia il piede;

-il calcagno che rialza la parte posteriore del piede.


'O carzularo




Mastro Raffaele Barletta
a lavoro nella botteguccia in via Tiglio S.Biagio






Museo degli Antichi Mestieri
via S.F.D'Assisi 222 Ex Convento S.M. De Commendatis – Maddaloni
cell.: 339.2209020

A cura del Gruppo Archeologico Calatino
"Franco Imposimato"

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